Per decenni Bargagli fu teatro di morti violente e misteriose. La stampa parlò di un “Mostro”, ma non è mai stato dimostrato che dietro i delitti ci fosse un unico assassino.
Tra gli anni Quaranta e Ottanta, Bargagli, piccolo comune dell’entroterra genovese, fu segnato da una lunga sequenza di omicidi e morti sospette. La stampa coniò l’espressione “Mostro di Bargagli”, ma non è mai stato accertato che esistesse un unico serial killer. Le ricostruzioni più attendibili parlano piuttosto di una rete di vecchie vendette, segreti e possibili collegamenti tra alcuni dei delitti.

Mostro di Bargagli: dalla “Banda dei vitelli” agli omicidi del dopoguerra
Una delle origini della vicenda viene fatta risalire alla “Banda dei vitelli”, gruppo coinvolto durante la guerra nel mercato nero della carne. I carabinieri Carmine Scotti e Candido Cammereri avevano indagato sulla banda. Scotti fu successivamente rapito, torturato e ucciso; anche la morte di Cammereri venne in seguito inserita nelle ricostruzioni sul mistero di Bargagli.
Negli anni successivi continuarono morti violente apparentemente difficili da spiegare. Nel 1961 morì Federico Musso, il becchino che aveva avuto un ruolo nel ritrovamento del corpo di Scotti. Nel 1969 venne uccisa l’ex staffetta partigiana Maria Assunta Balletto; seguirono Cesare Moresco nel 1971, Gerolamo Canobbio nel 1972 e Giulia Viacava nel 1974.
Diverse vittime vennero colpite violentemente alla testa. La stampa parlò del cosiddetto “colpo del macellaio”, collegandolo alla tecnica utilizzata per abbattere gli animali.
Il presunto tesoro e un mistero mai dimostrato
Una delle teorie più suggestive riguardava un presunto tesoro scomparso alla fine della guerra, composto da denaro e preziosi appartenuti o trasportati da reparti tedeschi in ritirata. Alcuni degli omicidi sarebbero serviti, secondo questa ipotesi, a impedire che emergesse la verità sulla sua destinazione. Questa ricostruzione non è mai stata provata.
Nel 1983 venne aggredita mortalmente anche Anita De Magistris, vedova di un ufficiale tedesco morto durante la guerra. L’omicidio spinse la magistratura a riesaminare diversi episodi precedenti e i possibili legami tra le vittime.
Le inchieste non portarono però a una spiegazione giudiziaria definitiva della lunga catena di morti. Anche il numero delle vittime attribuite al cosiddetto “Mostro” varia a seconda delle ricostruzioni, proprio perché non tutti gli episodi possono essere collegati con certezza. Il punto fermo resta quindi uno: non è mai stato dimostrato che un singolo assassino fosse responsabile dei delitti di Bargagli.